231.000.000.000.000 (duecentotrentunomilamiliardi) di dollari
(462 milioni di miliardi di lire) è la ricchezza di tutto il pianeta.Mentre la ricchezza finanziaria globale arriva a oltre 806 mila miliardi di dollari. Quasi quattro volte quella reale. Questo spiega le capacità di manovra della speculazione internazionale e il ruolo che giocano i debiti degli Stati nell’economia mondiale.
Tanto per orientarci sulla dimensione di queste cifre, il debito pubblico dell’Italia è di circa 2 mila miliardi di euro, mentre il Pil del nostro Paese è di circa 1650 miliardi di euro.
A tutt’oggi (maggio 2012) l’ammontare dei derivati (titoli emessi in sostituzione di altri titoli) in circolazione nel mondo arriva a 466 mila miliardi di dollari, ben sette volte il Pil mondiale, che è di circa 70 mila miliardi.
Se il rapporto fra il Pil e la ricchezza reale del pianeta è di 1 a 3 (70 mila miliardi contro 231 mila miliardi), questo vuol dire che la ricchezza dell’Italia arriva ad appena 50 mila miliardi circa.
Zuckerberg, il creatore nonché ceo
(amministratore delegato) di facebook, secondo la classifica di Forbes, ha guadagnato in un anno 6,9 miliardi di dollari, mentre 3 miliardi di persone vivono con meno di due dollari al giorno ed un miliardo con meno di un dollaro, per un totale di circa 1000 miliardi l’anno. Quindi Zuckerberg guadagna un 132 esimo del reddito di 4 miliardi di persone, oppure come 200 milioni di persone da un dollaro al giorno.
La banca J.P.Morgan,
una delle cinque banche più grandi degli USA, detiene (si dice che è “esposta”) titoli derivati per la somma di oltre 75 mila miliardi, più di quanto viene prodotto in tutto il mondo in un anno (il Pil). Le sue perdite effettive sono aumentate in due o tre giorni da 2 a 3 miliardi, ma pare che siano molti di più (forse anche 5).
In Italia si spendono ogni anno 75 miliardi
di euro in giochi, scommesse, lotto e lotterie. La metà di quanto si spende per l’alimentazione di sessanta milioni di persone.
Adesso c’è una nuova figura di fallito:
l’imprenditore che non riesce a farsi pagare i crediti nei confronti degli enti pubblici. L’ultimo è Ivano Polita, 60 anni, falegname, bravissima persona. Si è impiccato. Dal 2008 ad oggi (10 marzo 2012) sono oltre 2500 i piccoli imprenditori che si sono tolti la vita. Una strage.
Un chilo di cocaina costa in Colombia 1500 dollari;
in Messico fra i 12000 e i 16000; negli USA 26000; in Spagna 46000; in Italia 56000; nel Regno Unito 77000. I prezzi al grammo variano dai 61 dollari del Portogallo ai 166 del Lussemburgo passando per gli ottanta in Francia, gli 87 in Germania, i 96 in Svizzera e i 97 in Irlanda. Tenendo conto che da un chilo di cocaina pura se ne ricavano tre con il taglio.
Si calcola che ogni giorno si versino in mare cinque milioni di pezzi di plastica. Nell’Oceano Pacifico si è formata un’isola grande come due volte l’Italia, fatta di due mezze spirali che si avvolgono fra loro a causa delle correnti marine che girano attorno ad un centro.
Jordan Belfort
è un broker che negli anni ’90 fondò una agenzia a Long Island, la Stratton Oakmont, per cui adesso lavorano più di mille pazzi assatanati di vita, di denaro e di autodistruzione. Belfort guadagna 50 milioni di dollari, paga alimenti alla prima moglie per 50 mila al mese; 70 mila alla moglie attuale, una fica pazzesca, per lo shopping mensile; possiede un tappeto da 120 mila dollari; gli asciugamani di casa valgono 500 dollari l’uno; gli stivali di coccodrillo della fica pazzesca costano 2 mila 400 dollari; lo shampoo 400, la culla 60 mila. Possiede una Ferrari bianca, un elicottero, una barca da sogno, ha una decina di persone di servizio, stipendia due architetti da giardino e due specialisti oceanografici. Più tutte le droghe del mondo, le puttane più belle, le più esose.
(Natalia Aspesi, su Repubblica delle Donne, 1 febbraio 2014, pag. 40)
Multievasore fiscale
Giovanni De Pierro, re degli appalti pubblici, sessantacinquenne, napoletano, domiciliato a Roma e residente a Barcellona. Grazie a un gigantesco giro di società fittizie e prestanome, riusciva a non pagare le tasse, a non versare i contributi Inps e Inail e, facendo prezzi bassissimi, si aggiudicava tutte le gare. I finanzieri, ad inizio 2014 sono entrati a casa sua, trovando, fra salotto e cucina 1 milione e 400 mila euro in contanti, mentre su vari conti bancari hanno rilevato depositi per 60 milioni liquidi. Gli hanno sequestrato beni per 250 milioni (più o meno quantoi stanziato nella finanziaria 2015 per i bonus bebé di tutte le famiglie italiane). Il suo patrimonio superava i 350 milioni: aveva 174 fra case e terreni, 32 automobili, fra cui una Bentley Continental del valore di 172 mila euro, 4 moto e due yacht di oltre 20 me. Facevao a lui riferimento 73 società in Italia, fra cui i cantieri del lusso Austin Parker e 14società all’estero, dal Lussemburgo alle Isole Vergini e una in Costa Rica con sede ufficiale al ristorante El Chicote, specializzato in bistecche con contorni di fagioli e puré.
De Pierro lavorava soprattutto per lo Stato, svolgendo perlopiù servizi di pulizia in scuole, ospedali, uffici statali, aereoporti.
(informazione su Il Fatto Quotidiano del 10 marzo 2015, dal libro di Mario Giordano “Pescecani”, Mondadori)
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